LIBER REGULAE PASTORALIS PDF

Regula Pastoralis For the general phrase concerning responsibilities of the clergy, see Pastoral care. Liber Regulae Pastoralis or Regula Pastoralis The Book of the Pastoral Rule, commonly known in English as "Pastoral Care", a translation of the alternative Latin title Cura Pastoralis is a treatise on the responsibilities of the clergy written by Pope Gregory I around the year , shortly after his papal inauguration. It became one of the most influential works on the topic ever written. The title was that used by Gregory when sending a copy to his friend Leander of Seville. The text was addressed to John, the bishop of Ravenna , as a response to a query from him. Gregory later revised the text somewhat.

Author:Tygolar Faekasa
Country:Benin
Language:English (Spanish)
Genre:Science
Published (Last):5 March 2015
Pages:55
PDF File Size:13.73 Mb
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ISBN:178-1-58295-562-9
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In breve Nuova edizione rivisitata e aumentata. Recensioni A. Le situazioni che viviamo oggi pongono dunque sfide nuove che per noi a volte sono persino difficili da comprendere. E infine alla questione ecologica, che sta diventando fondamentale nel nostro tempo. In Noi. Franco Giulio Brambilla. Un linguaggio fin troppo tradizionale cura pastorale, triplex munus, actuosa partecipatio Il sottile gioco linguistico con valenze anche mnemoniche ad esempio Parola che precede, procede ed eccede, fede saputa e fede pensata, actus, habitus, affectus Pur volendo oltrepassarlo, non lo fa, rimanendo ancorato allo schema.

Molte altre potevano essere richiamate, ma sono quelle che al presente risultano avere notevole evidenza per le modifiche a cui sono sottoposte, le proposte pastorali delle diocesi e infine sottolineate dai recenti sinodi e documenti papali.

Morra, in Gregorianum vol. Ma comunque si tratta di un pregevole passo nella ricerca di una scrittura teologico-pratica che apra scenari piuttosto che chiuderli e indica processi piuttosto che definisca gli spazi occupati o meno. Este cambio del modelo pastoral se adecua necesariamente al cambio de la imagen de la Iglesia, propia del Vaticano II p. Il progetto, promosso da mons. Omaggio al card. Per chi un liber pastoralis? La Chiesa e il credente abitano questi mondi, ne assumono i linguaggi e le forme della vita, per purificarli e dischiuderli per dire il Vangelo della speranza negli ampi spazi e negli interstizi della vita odierna.

Per riaccendere la passione pastorale occorrono immaginazione, pensiero, discernimento e visione prospettica. A lungo abbiamo tenuto stretti schemi mentali che vedevano nella pastorale il livello meramente applicativo di una dottrina e di una morale che a monte decidono della sostanza del fatto cristiano.

Oltretutto legati a una concezione sostanzialmente individualistica della relazione religiosa. La torva resistenza che molte iniziative di Papa Francesco continuano a suscitare sembrano dimostrare il contrario.

Invocare il primato della pastorale non significa naturalmente sottovalutare la necessaria consistenza della elaborazione dottrinale e del discernimento morale. Il primato che la deve dominare sta quindi nel rendere possibile il reale esperimento terreno di una vita evangelica realmente praticata da qualcuno in mezzo agli uomini. Le turbolenze generate da questo necessario riassestamento sembrano del resto avere una storia lunga. Si potrebbe pensare che gli ultimi cinque secoli cristiani siano stati in qualche modo dominati dalla preoccupazione di restituire vigore a uno slancio pastorale in grado di generare cristiani e non semplicemente governare fedeli.

Gli auspici erano diventati invenzione pratica. Tornare quindi a essere di nuovo un segno per tutti, ma chiedendosi soprattutto come e di che cosa. La situazione anzi lo esige. Qui comincia a risuonare la seconda armonica. Non si tratta di riesumare vecchi schemi polemici fra ordine e laicato.

La posta in gioco della testimonianza in effetti appare condensata in questa sfida. Non viceversa. Sempre presupposto, mai coinvolto. Si spegne presto. Peraltro sempre trattata semplicemente come linguaggio, mai come vera ispirazione. Le nostre pratiche pastorali traboccano di parole che vorrebbero generare scelte, ma sono sguarnite di esperienze che potrebbero suscitare coscienza.

I cristiani si raccolgono, ma non si appartano. Senza lasciare nessuno ai margini. Per questo il povero sta davanti a tutti come supremo indicatore morale. Stare coi poveri rende umani. Forse anche cristiani. Non si tratta di un gioco di prestigio nominalistico. Ma stare spassionatamente e incondizionatamente dove starebbe Dio. Della sua maldestra ebrezza come del suo indifeso ardore.

Avverte di certe sabbie mobili del senso che i tempi chiedono comunque di affrontare. Due grandi questioni trasversali mi sembrano percorrere, nel contempo come insidia e come compito, questa specie di cavalcata sulle pratiche cristiane alle prese con la vita. In questo senso la cultura cristiana avrebbe le carte in regola per tenere con fermezza le linee di questa difesa. Oltre che un sincero atteggiamento di amore per il presente.

Non si fa discernimento dominati dal rancore. La seconda sfida consiste nello sforzo di riallacciare i nodi della trasmissione generazionale. Il compito educativo viene a tutti i livelli ipotecato da questo inedito scollarsi della catena con cui nelle relazioni primarie quanto in quelle sociali ci si consegna il deposito del senso. Una manciata di pagine al termine del libro lascia il lettore con un congedo per nulla retorico.

Brambilla, va mutando persino a nostra insaputa, modellato dalle manate della storia. Ma essa non mancherebbe semplicemente di buon cuore, mancherebbe proprio di fede. Non dubitiamo del fatto che lo Spirito stia facendo la sua parte.

Ma noi? Cheaib, in A. Torresin, in Settimananews. Non significa che non ci si possa preparare studiando, significa che tutti gli studi non bastano per introdurti ad una pratica che impari facendo. Come per le arti: tutti i libri sulla pittura non ti bastano per affrontare una tela.

Si impara in bottega e, certo, anche studiando. Essa porta nella vita del pastore le ferite delle persone e soprattutto delle famiglie. Anzitutto nel soggetto della pastorale: il popolo di Dio nel suo insieme. Non si tratta di inventare cose nuove, ma di ritrovare la sapienza iscritta nella vita ordinaria di una parrocchia. Con una precisazione importante. Un pastore teologo.

BGV C21 PDF

Liber pastoralis

But, though put into form for a special purpose on this occasion, it must have been the issue of long previous thought, as is further evident from the fact that in his Magna Moralia, or Commentary on the Book of Job, begun and in a great measure written during his residence in Constantinople, he had already sketched the plan of such a treatise, and expressed the hope of some day putting it into form. It was sent by him, as we have seen, to Leander of Seville, apparently at the request of the latter, for the benefit of the Church in Spain; and there will be found among the Epistles one addressed to Gregory from Licinianus, a learned bishop of Carthagena in that country, in which it is highly praised, though a fear is expressed lest the standard required in it of fitness for the episcopal office might prove too high for ordinary attainment Epp. It appears to have been taken to England by the Monk Augustine. Previously to this, there is evidence of the high repute in which the book was held in Gaul.

BUZ11 DATASHEET PDF

Pastoral Rule (Book I)

Troyes End of the 6th or beginning of the 7th cent. In uncials and majuscules. Migne, no. Corvey no. Codex Corbeiensis, Migne, no. Chartres 65 6.

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